le nostre esperienze

Davide Pioggia, campione europeo di Body Building, ha promosso, incoraggiato e sostenuto l’istituzione d’un corso finalizzato alla sperimentazione delle arti marziali medioevali presso la sua palestra, l’ “Italian Muscles” di Seggiano.

Nel frattempo, Matteo Nicolini, il mio assistente istruttore, insieme a due allievi, Andrea Bergamaschi e Stefano Colma, avevano acquistato una superba cavalla andalusa, Pepita.
Matteo si addossò il compito d’imparare l’equitazione, studiando e ricercando anche le tecniche di monta medioevale, che poi trasmise a me ed ai miei collaboratori. Andrea iniziò, invece, una colossale opera di ricerca bibliografica, scovando un’infinità di codici medioevali e rinascimentali dedicati all’arte del combattimento; la consultazione di questi scritti affinò sempre più la mia comprensione delle tecniche d’arme.

Il 17 giugno 2007 la mia scuola ha tenuto la sua prima dimostrazione di arti marziali medioevali. La cornice dell’evento non poteva essere più adeguata: lo stupendo castello visconteo di Pagazzano, in Provincia di Bergamo.

Altre dimostrazioni e lezioni aperte al pubblico si sono susseguite per buona parte dell’estate, a Melzo, presso il Centro per il Protagonismo Giovanile e diversi Oratori, a Masano, a Cassano d’Adda, nella palestra presso la quale insegna Matteo Nicolini e, successivamente, all' Isola Borromeo.

Le giunte comunali di Pagazzano, Cassano d’Adda, Gorgonzola, Caravaggio, Rivolta d’Adda, Pioltello e Cernusco sul Naviglio si sono dichiarate disponibili a sostenere il mio progetto di rivalutazione delle antiche arti marziali italiane.
L’emittente privata TRS ha trasmesso un lungo servizio sulla mia scuola d’arme nel corso d’un notiziario. Radio Padania Libera ci ha invitati per due interviste.

Il resto dell’estate è stato denso di attività. Matteo Nicolini ed io non andammo in vacanza, né ci concedemmo un attimo di requie. Ci alzavamo di buon mattino, e poi via, verso i campi dorati della bergamasca.
Nell’incantevole cornice della Cascina Reina, sotto cieli di zaffiro e prati di smeraldo, sellavamo i cavalli e ci lanciavamo al galoppo, scontrandoci con lancia e spada.
Laura, la dolce, paziente compagna di Matteo, spesso ci preparava deliziosi pranzetti al sacco. Si mangiava tutti assieme, magari ci si sdraiava sull’erba per rilassarsi un pochino, e poi, nuovamente al lavoro: ore ed ore di sperimentazioni con le armi e con le mani nude, cercando d’interpretare con coerenza gl’insegnamenti dei codici medioevali.
Si andava avanti così, tutti i giorni, fino al calar del sole.
La necessità di riposare, di starsene, magari, sdraiati sulla sabbia d’una bella spiaggia diventava, talvolta, insostenibile. Ma, nel riportare i cavalli al loro recinto, tra i cani festanti ed il profumo del fieno, si apprezzava tutto il valore delle cose più semplici: la bellezza struggente d’un tramonto, il frinire dei grilli, la freschezza dell’acqua sgorgata da una vicina sorgente. E si comprendeva come i nostri pesanti allenamenti, le nostre puntigliose ricerche sui codici fossero in armonia con tutto ciò.
Certo, forse agivamo anche per dovere, per professionalità. Ma, fondamentalmente, ci stimolava l’idea di ricreare un’arte bellissima, nata, come altre, in uno dei periodi più tristi della storia umana, e poi dimenticata.
La bellezza…! Lo splendore dei codici miniati, l’eleganza dei gesti, la perfezione delle tattiche, la fierezza dei cavalli: questo era ciò che stavamo cercando di salvare dall’indifferenza, dall’oblio. Non stavamo studiando il modo per rendere appetibile un prodotto.
La concorrenza con altri per vendere una disciplina che, da qualche anno, sta tornando di moda, era, e rimane, un obiettivo estraneo al nostro lavoro.
Esistono, in Italia e nel mondo, moltissimi ricercatori come noi. Qualcuno è molto accurato, e merita plauso e rispetto. Qualcun altro lo è meno, ma è, anch’egli degno di stima: se non altro, si è messo alla prova. Per questa ragione, non per pavidità, evitiamo di criticare il lavoro altrui.
L’aggressività, in una società fortemente competitiva come la nostra, è divenuta un fattore fondamentale per la sopravvivenza.
Ci aspettiamo, perciò, attacchi, denigrazioni e derisioni d’ogni genere. Se gl’insulti e le aggressioni ci spaventassero, non saremmo qui a presentarci, né a proporre le nostre attività. Abbiamo, però, intrapreso una ricerca, ed abbiamo la ferma intenzione di portarla a compimento.

Il 30 settembre 2007 ho partecipato, con Matteo Nicolini, Andrea Bergamaschi, Stefano Colma, Niccolò Vacchelli, Federico Finazzi, Claudio Restifo e Loris Facchetti, alla Giornata Nazionale dei Castelli. L’evento si è tenuto a Pagazzano, sotto l’egida dell’Associazione Nazionale dei Castelli.
La mia scuola ha organizzato, per l’occasione, alcune dimostrazioni di combattimento, ed allestito una mostra sulle tecniche d’arme e sulla Poliorcetica, l’arte dell’assedio.
Il notiziario di TRS dedicò un altro servizio alle iniziative che, insieme ai miei collaboratori, avevo proposto al pubblico.
Una settimana dopo, il 7 ottobre, la mia scuola ha tenuto un’altra dimostrazione a Cassano d’Adda, sotto le mura del castello, in occasione della festa cittadina.

Nel frattempo, avevo allacciato dei contatti con un gruppo di ricerca sulle danze tardo-medioevali e rinascimentali: “la Contraddanza”, di Rodano.
Provai subito una viva simpatia per i membri di tale associazione: fui conquistato dal loro entusiasmo, dall’accuratezza delle loro ricerche, dalla bellezza dei loro costumi.
Una sera del novembre 2007, combinammo un incontro fra le due scuole. I miei allievi restarono davvero ammirati davanti alla grazia ed all’eleganza dei danzatori, ed apprezzarono moltissimo le musiche quattro e cinquecentesche che accompagnarono l’esibizione. S’era rivelato un altro, insospettabile, tesoro di bellezza e di cultura.

Il 22 novembre 2007, la mia scuola è stata invitata dal Comune di Gorgonzola (Mi) a tenere una lezione dimostrativa presso il locale auditorium. Ciò è avvenuto in occasione della fiera di Santa Caterina, creando i presupposti per il gradito e proficuo incontro con altri due gruppi di ricerca sulle arti marziali medioevali: l’Unicorno d’Argento, di Vignate (Mi) ed i Fratres in Enses.


MICHELE RUBINO

 

Durante l’inverno, il Maestro Rubino ed io non smettemmo mai di allenarci.
A giorni alterni, praticavamo il Ba Gua Zhang e l’Armeggio, così da proseguire la ricerca sulle antiche tecniche d’arme italiane. Nonostante il freddo e le intemperie, ci esercitavamo insieme all’aperto, incontrandoci presso i campi di Rodano, spesso in un bellissimo parco, accanto ad una placida roggia.

Avevamo iniziato a praticare ginnastica con un particolare attrezzo russo, la gyria, con la quale stavamo acquisendo rapidamente maggiore forza esplosiva e resistenza.
Concludevamo sempre col Qi Gong, la ginnastica bioenergetica cinese.
La mattina ci allenavamo, mentre nel pomeriggio insegnavamo in palestre diverse, per poi incontrarci nuovamente la sera, a Melzo.

Proseguirono anche le dimostrazioni: fummo chiamati a Caravaggio, nell’ambito di una festa sociale su invito dell’Associazione “Il Gabbiano” di Pioltello; a Melzo, in collaborazione con la Società ginnica Juventus Nova; e Milano, durante un grande galà di arti marziali, tenutosi presso il Palaiseo.

L’unica cosa che questo freddo inverno rallentò, fu la ricerca delle tecniche d’arme a cavallo.
Il maltempo ed il gelo ci costrinsero a rinunciarne la pratica, e raggiungere quotidianamente Caravaggio, dove alloggiavamo Pepita, si stava rivelando sempre più difficile.
Insieme ad Andrea Bergamaschi e Stefano Colma, dovetti prendere la decisione di trasferire la nostra giumenta, per di più provata per le condizioni non più idonee che si erano create in cascina con il rigido inverno, in un ricovero più vicino a casa.
Con l’anno nuovo riuscimmo a trovare una scuderia ove ospitarla, il “Ranch La Mangiatoia” di Fonzo Amedeo, una modesta struttura che sorge nelle campagne tra Melzo e Trucazzano.
Spesso Michele veniva a farle visita, e non perdevamo occasione per allenarci, trovando riparo sotto qualche albero. Fu proprio in una di queste che conoscemmo due cavalieri, a loro volta giunti, come noi, da poco in scuderia per trovarvi ricovero ai loro animali; un giovane, dal portamento sereno e dignitoso, ed una incantevole ragazza bionda, molto fine: Lorenzo e Marta Voi. Da lì a poco sarebbero divenuti due fra i nostri migliori amici e collaboratori.

L’anno nuovo portò altre, piacevoli, sorprese! Gli incontri con il gruppo “La Contraddanza” divennero sempre più frequenti: avevamo dato il via ad una collaborazione tra le due scuole, ed il venerdì sera, dopo i corsi, nonostante il tardo orario e la stanchezza che si faceva sempre più pesante, raggiungevamo la sala dove si allenavano, presso il Centro Culturale La Elle, a Rodano, per apprendere le danze armate quattrocentesche.

Verso la fine di gennaio ricevetti una chiamata dal Maestro forgiatore Elio Valsecchi, che preannunciava la sorpresa più grande.
Da più di un anno stava lavorando con fervore ad una magnifica lama, una riproduzione di una spada a due mani di foggia quattrocentesca, forgiata in occasione dell’8° edizione di “Lame sotto i Portici”, di cui me ne fece dono!

Il 16 marzo 2008, su invito delle autorità comunali, ci esibimmo a Melzo, in occasione della tradizionale Fiera delle Palme, la più grande festa cittadina del paese.

Il 12 aprile 2008, la nostra Scuola è stata nuovamente invitata ad una manifestazione di Arti Marziali, una grande serata organizzata a scopo benefico, dal nome Martial for Hearts.

Sabato 26 e domenica 27 aprile 2008 abbiamo partecipato, nella città di Lodi, all’iniziativa “Incontri di gusto”, fiera dei prodotti agroalimentari, dell’artigianato e degli antichi mestieri italiani.
L’evento è stato ideato e diretto dai membri dell’Associazione Lombarda per la Didattica in Agricoltura (ALDA).
Il presidente di quest’ultima, il Dott. Lorenzo Maggioni, attento al recupero del patrimonio culturale italiano, ha voluto porre in evidenza l’opera di ricerca condotta dalla nostra Scuola d’Arme.
Usufruendo di uno spazio centrale nella Piazza del Duomo, vi abbiamo allestito una mostra fotografica ed un’esposizione di armi ed armature, prodigandoci, nel corso delle due giornate, in varie dimostrazione pubbliche delle tecniche d’arme italiane.

MATTEO NICOLINI