
A Michele Rubino è affidata la ricostruzione delle antiche tecniche di combattimento italiane.
La sperimentazione di queste ultime viene da lui diretta presso la palestra ”Massè Sport” di Melzo (Mi).
Michele Rubino pratica le Arti Marziali dal 1975. Allievo di Rinaldo Piano e Fulvio Aragozzini relativamente al Judo, e di Fabrizio Tabella per lo Yoseikan Budo, si è, poi dedicato interamente al Kung Fu. Ha studiato i sistemi Shaolinquan, sotto la guida del Maestro Chang Dsu Yao, e Choy Lee Fut con il Maestro Isidoro Li Pira, conseguendo, in entrambi, la qualifica di Istruttore.
Attualmente, pratica il metodo Ba Gua Zhang, che ha appreso ad Hong Kong dalla Maestra Siow Lee Kiow. Nel 1998 ha ricevuto l’abilitazione all’insegnamento di questo stile dall’ “International Wushu Federation” di Beijing (Repubblica Popolare Cinese).
Nel passato, è stato consulente nell’ambito della difesa personale presso le Forze Armate, i City Angels ed il Comune di Milano.
Nel 2005 ha fondato l’Associazione Sportiva Dilettantistica “Jian Long Ba Gua Zhang”.
E’ membro del personale docente presso l’Istituto Orientale di Medicina Energetica (I.O.M.E.)

Matteo Nicolini cura, specificamente, l’arte del combattimento a cavallo.
Studia,
in particolare, i finimenti, le bardature ed i sistemi di monta in uso nei secoli passati.
Nella ricerca, che conduce presso il Ranch 'La Mangiatoia', a Truccazzano, s’avvale della preziosa consulenza fornita dal Maestro d’equitazione Lorenzo Voi.
Insegnante Professionista di Arti Marziali, è Allievo diretto ed Assistente Istruttore
del Maestro Michele Rubino, con cui ha iniziato la pratica del Kung Fu Ba Gua Zhang nel 2002.
Tiene corsi di questa disciplina, di Qi Gong, Difesa Personale ed Armeggio, presso diverse palestre della Lombardia.
Insieme al suo docente, ha fondato nel 2005 l’Associazione Sportiva Dilettantistica Jian Long Ba Gua Zhang, nella quale occupa attualmente la nomina di
Vicepresidente, e ricopre la carica di Docente.
Collateralmente è docente di ginnastica artistica presso la rinomata società ginnica “Juventus Nova Melzo”.

Andrea Bergamaschi, appassionato praticante di Ba Gua Zhang e di Scrima, fornisce, infine, la sua preziosissima e fondamentale opera di ricerca bibliografica.
A lui si deve il reperimento di fonti scritte antiche e moderne che, poco a poco, chiarificano, integrano e perfezionano le cognizioni tecniche a disposizione della scuola.

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La nostra scuola d’arme intende ricostruire le antiche tecniche di combattimento italiane basandosi sui testi medioevali, senza indulgere ad interpretazioni troppo disinvolte o pressapochiste.
Il principale riferimento letterario è il “Flos duellatorum”, composto dal Maestro friulano Fiore dei Liberi nel 1409.
Un altro è il “De arte gladiatoria dimicandi”, scritto da Filippo Vadi fra il 1482 ed il 1487.
Vengono pure consultati coevi trattati tedeschi, come quello di Hans Talhoffer od il codice Wallenstein, per valutare diversità ed analogie di contenuto.


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Lo studio effettivo delle antiche tecniche d’arme, così come concepito dal nostro gruppo di ricerca, mira a rivalutare la complessità, la raffinatezza e la funzionalità dei sistemi di combattimento medioevale.
Le sessioni d’allenamento prevedono un periodo di preparazione atletica, con esercizi a corpo libero e con particolari attrezzi, finalizzati a sviluppare propriocettività, senso dell’equilibrio e forza esplosiva.
La prima disciplina che si affronta è la lotta, seguita poi dalla difesa personale con un corto bastone, dal combattimento con la daga (una sorta di lungo pugnale), dalla scherma con la spada ad una mano e mezza ed a due mani, dal maneggio della lancia e dall’uso di armi varie od improprie.

La tenuta d’allenamento è semplicissima: maglietta, calzoni e scarpe neri, senza distintivi.
Per evitare incidenti, si fa ricorso a speciali protezioni. Per il momento, non è previsto il combattimento in armatura.
La pratica a cavallo implica la conoscenza preliminare della scherma con la lancia e con la spada da una mano e mezza, nonché quella dell’equitazione.